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Bignoniaceae
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Contents
• Foglie
• Fiori
• Frutti
• Biologia
• Usi
• Note
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Etimologia
Il nome della famiglia deriva dal suo mwfwgenere più importante (mwgamwgqBignonia mwggL., 1753) la cui mwgwetimologia deriva a sua volta dalla dedica fatta nel 1694 dal botanico mwhaJoseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) al suo protettore, il bibliotecario di corte di mwhqLuigi XV e oratore sacro, abate Jean-Paul Bignon (Parigi 1662 - 1743).cite-ref-motta-3-0[3] Il mwignome scientifico di questo gruppo botanico è stato definito per la prima volta dal botanico francese mwiwAntoine-Laurent de Jussieu (Lione, 12 aprile 1748 – La Plata, 17 settembre 1836) nella pubblicazione "mwjaGenera Plantarum, secundum ordines naturales disposita juxta methodum in Horto Regio Parisiensi exaratam" (Gen. Pl. 137. 1789) del 1789.cite-ref-4[4]
Descrizione
Portamento
Il mwlqportamento delle specie di questa famiglia è normalmente mwlgarboreo o mwlwlianoso, ma sono presenti anche specie mwmaarbustive (raramente delle mwmqerbe). Alcune specie presentano un certo dimorfismo tra la crescita giovanile e l'età adulta. Possono essere presenti delle ghiandole tra i mwmgpiccioli, come anche delle increspature, oppure delle pseudo-mwmwstipole fogliacee a forma mwnasubulata. Le liane di questo gruppo (tribù mwnqBignonieae) sono caratterizzate da un mwngaccrescimento secondario particolare per cui al loro interno si formano dei cilindri mwnwxilematici a più lobi, generalmente da quattro (in sezione trasversale sono dei cunei la cui punta è rivolta verso il centro) fino al massimo di 32. Sono presenti anche mwoairidoidi e mwoqglicosidi fenolici.cite-ref-motta-3-1[3]cite-ref-kadereit-5-0[5]cite-ref-botsis-6-0[6]cite-ref-olm-7-0[7]
Foglie
Le foglie lungo il mwvqcaule hanno una disposizione opposta, talvolta sono verticillate, raramente alternate. Le lame sono del tipo 2-3-fogliate mwvgpennate o mwvwpalmate; spesso sono biternate (tribù mwwaBignonieae): il mwwqpicciolo si divide in tre subpiccioli ognuno dei quali è diviso ancora in tre parti e ogni parte sottende una fogliolina pennata due volte; meno spesso sono a lamina semplice; sono presenti anche foglie di tipo articolato (tribù mwwgColeeae): una o più foglioline allineate sullo stesso mwwwrachide. In alcune specie le foglie all'apice terminano con un lobo spesso metamorfizzato in un mwxaviticcio o cirro utile al portamento rampicante delle piante; il viticcio può essere semplice, mwxqbifido, trifido o mwxgmultifido con o senza dischi terminali adesivi. Sono inoltre presenti degli apparati ghiandolari posizionati all'ascella delle venature fogliari (verso la base del picciolo). Le mwxwstipole vere e proprie non sono presenti.
Infiorescenza
Fiori
I mwfafiori sono mwfqermafroditi, mwfgzigomorfi e tetraciclici (ossia formati da 4 mwfwverticilli: mwgacalice– mwgqcorolla – mwggandroceo – mwgwgineceo) e più o meno mwhapentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). In genere i fiori di questa famiglia sono grandi e vistosi a forma tubulosa o campanulata.
• mwhwFormula fiorale:
• Il mwlwcalice, mwmagamosepalo, a forma campanulata o cupuliforme, è composto da 5 mwmqsepali mwmgconnati terminanti in 5 denti (a volte assenti oppure presenti solo due o tre o quattro e a volte in disposizione bilobata). Sono presenti calici di tipo mwmwspatiforme aperti da un lato o circondanti il fiore oppure troncati.
mwngmwnwLa mwoacorolla, mwoqgamopetala, è composta da 5 mwogpetali, mwowconnati ed embricati, a forma da tubulare a campanulata (o imbutiforme) e con portamento diritto oppure no; la parte apicale della corolla in genere è bilabiata. In alcune specie i petali hanno una consistenza membranosa.
• L'mwpgandroceo è formata da 4 mwpwstami mwqadidinami con mwqqantere sagittate a due mwqgteche, diritte o divaricate e mwqwsagittate. Sono presenti antere monoteche (tribù mwraColeeae). I mwrqfilamenti degli stami sono attaccati (mwrgadnati) al tubo corollino. Può essere presente un quinto stame sterile (mwrwstaminoide); raramente tutti 5 stami sono fertili, oppure 2 fertili e 3 staminoidali. La mwsadeiscenza delle antere è longitudinale. I granuli mwsqpollinici sono di vario tipo, in alcuni casi sono dispersi in mwsgtetradi o mwswpoliadi.
• Il mwtggineceo ha un mwtwovario mwuasupero bimwuqcarpellare (biloculare) con mwugplacentazione mwuwassile, ossia sono presenti due placente per loculo con un setto separatore centrale. Possono essere presenti anche ovarii 4-loculari oppure uniloculari (in questo caso la placentazione è parietale). Il mwvanettare forma un anello discoide attorno all'ovario. Lo mwvqstilo è bilobato (a 2 mwvgstigmi sensitivi che si chiudono immediatamente a contatto con l'impollinatore). Gli mwvwovuli sono da uno a numerosi (multiseriati per loculo) e in genere di tipo mwwaanatropo; hanno un mwwqtegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).cite-ref-9[9]
Frutti
I mw0qfrutti sono delle mw0gcapsule con mw0wdeiscenza setticida (parallelamente al setto) o loculicida (perpendicolarmente al setto), bivalve oppure a 4 valve. Raramente hanno una consistenza carnosa e sono indeiscenti. I mw1asemi sono usualmente piatti e mw1qalati (per la mw1gdispersione anemocora), privi di mw1wendosperma. I mw2acotiledoni sono profondamente bilobati.
Biologia
Le specie di questo raggruppamento si riproducono per mw2wimpollinazione tramite insetti (mw3aimpollinazione entomogama) oppure uccelli (mw3qimpollinazione ornitogama) oppure pipistrelli (mw3gimpollinazione chirotterogama). I grandi fiori della Bignoniaceae sono impollinati anche da animali (oltre che da insetti) e la loro grande diversità morfologica è associata alla diversità di comportamento e tipo di visitatore.cite-ref-apg-1-1[1]
La mw5adispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (mw5qdispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mw5gmirmecoria). Anche le modalità di dispersione sono molto diverse e spesso non sono correlate a quelle d'impollinazione: ad esempio la mw5wmw6aKigelia africana è impollinata da pipistrelli, ma il frutto, che ha la forma e dimensione di una salsiccia, è mangiato dalle scimmie agli elefanti. Anche mw6qOroxylon è impollinato dai pipistrelli, ma i semi, contenuti in capsule, sono dispersi dal vento.
Distribuzione e habitat
La distribuzione di questa famiglia è soprattutto mw7qneotropicale con mw7ghabitat tipici della zona intertropicale americana. La presenza di queste piante nella zona extratropicale è molto rara (mancano quasi del tutto in quella temperata). Nella tabella seguente è indicata la distribuzione delle varie tribù:cite-ref-apg-1-2[1]cite-ref-kadereit-5-1[5]cite-ref-olm-7-1[7]
| Tribù | Distribuzione |
|---|---|
| Bignonieae | Neotropicale (dal Messico all' Argentina ), una specie nel Nord America |
| Catalpeae | Asia orientale, America del Nord e Antille |
| Coleeae | Africa e isole a oriente del continente (molte specie sono endemiche delle isole Madagascar , Mauritius e Seychelles ) |
| Crescentieae | America ( America centrale e Grandi Antille ) |
| Jacarandeae | Dal Guatemala e dalle Antille fino all' Argentina |
| Oroxyleae | Asia (areale indo-malesiano) |
| Tecomeae | Dal Nord America al Sud America , Africa (soprattutto Madagascar ) e Asia tropicale) |
| Tourrettieae | Sud America |
Generi mwatsincertae sedis:cite-ref-olm-7-2[7]
• mwaugDelostoma: mwauoAnde
Tassonomia
La mwau0famiglia Bignoniaceae è una delle più numerose dell'ordine mwau4Lamiales. Da un punto di vista evolutivo, le Bignoniaceae occupano, all'interno dell'ordine Lamiales, una posizione centrale ma sono separate dalle famiglie mwau8Schlegeliaceae e mwavaPaulowniaceae le cui specie storicamente erano incluse in questa famiglia.cite-ref-apg-1-3[1]
Filogenesi
Il gruppo delle Bignoniaceae è probabilmente mwavsmonofiletico sia in base alle analisi mwavwfilogenetiche di sequenze dei mwav0cloroplasti, che alle mwav4sinapomorfie morfologiche indicate più sotto. I vari modelli evolutivi all'interno della famiglia sono stati studiati morfologicamente sulle differenze dell'mwav8habitus delle foglie, della mwawaplacentazione, dei frutti e dei semi. Questi studi e una recente ricerca di tipo mwawefilogeneticocite-ref-olm-7-3[7] ha portato alla suddivisione della famiglia in 8 mwawycladi principali (Bignonieae, Catalpeae, Coleeae, Crescentieae, Jacarandeae, Oroxyleae, Tecomeae, Tourrettieae) descritti più avanti.
In posizione "basale" si trova la tribù mwawgJacarandeae, un piccolo gruppo di 50 specie, che è "mwawkgruppo fratello" del resto della famiglia. I caratteri più tipici di questo primo mwawoclade, che li distinguono dalla maggior parte altre Bignoniaceae, sono le foglie composte, il mwawscalice con lobi profondamente divisi, mwawwstaminodi allungati, e un frutto a forma circolare e appiattito perpendicolarmente al setto. Il "resto" della famiglia comprende un clade fortemente sostenuto suggerendo una sostanziale distanza temporale rispetto alla divergenza delle Jacarandeae. In questo gruppo interno la posizione basale è sostenuta dalla tribù mwaw0Tourrettieae con foglie doppiamente composte, viticci ramificati e mwaw4androceo privo di staminoidi. Le foglie doppiamente composte di questo gruppo, un carattere condiviso con mwaw8Jacarandeae, che lo differenzia dal resto dell Bignoniaceae, potrebbe essere la condizione ancestrale della famiglia. Più internamente si trova la tribù delle mwaxaTecomeae, attualmente molto ridotta rispetto al passato. La parte più interna della famiglia (due cladi fortemente sostenuti) è separata dai tre seguenti cladi: la tribù mwaxeBignonieae, il gruppo più grande della famiglia, e i due piccoli cladi: mwaxiCatalpeae e mwaxmOroxyleae. I due cladi più interni ("Tabebuia alleanza" e "Clade Paleotropicale") formano un gruppo monofiletico ben supportato. Il primo è composto dalla tribù mwaxqCrescentieae (tre generi) più altri 11 generi ad essa collegati filogeneticamente. Il secondo gruppo è composto dalla tribù mwaxuColeeae (5 generi) più altri 16 generi.cite-ref-olm-7-4[7]
Rimangono fuori dai cladi principali due generi: mwaxsmwaxwArgylia e mwax0Delostoma; il primo "mwax8gruppo fratello" della tribù mwayaTecomeae con portamento erbaceo (molto raro in questa famiglia), il secondo "mwayegruppo fratello" del resto della tribù (esclusa quindi Tecomeae) che sembra non avere nessuna evidente affinità morfologica sia con le specie del mwayiNuovo Mondo che con quelle del mwaymVecchio Mondo.cite-ref-olm-7-5[7]
Questi studi suggeriscono inoltre che la famiglia era originaria delle zone neotropicali (mwaykNuovo Mondo) e che almeno cinque (o sei) eventi di dispersione abbiano condotto ai rappresentanti del mwayoVecchio Mondo. Inoltre è anche possibile che un evento dispersivo sia avvenuto all'incontrario: dal Vecchio Mondo a quello Nuovo.cite-ref-apg-1-4[1]
Caratteri distintivi (mwazasinapomorfie morfologiche) della famiglia sono:cite-ref-motta-3-2[3]cite-ref-botsis-6-2[6]
• la peculiarità del frutto (allungato);
• i semi mwaaialati e privi di mwaamendosperma.
Il mwaaucladogramma a lato tratto dallo studio citato e semplificato mostra la struttura filogenetica interna della famiglia relativamente alle sue tribù.
Composizione della famiglia
Tribù mwab0Bignonieae
Comprende 21 generi e circa 400 specie:
• Adenocalymma Mart. ex Meins., 1840 (77 spp.)
• Amphilophium Kunth, 1818 (49 spp.)
• Anemopaegma Mart. ex Meins., 1840 (48 spp.)
• Bignonia L., 1753 (31 spp.)
• Callichlamys Miq., 1977 (1 sp.)
• Cuspidaria DC., 1864 (19 spp.)
• Dolichandra Cham., 1831 (9 spp.)
• Fridericia Mart., 1827 (62 spp.)
• Lundia DC., 1838 (13 spp.)
• Manaosella J.C. Gomes, 1949 (1 sp.)
• Mansoa DC., 1838 (18 spp.)
• Martinella Baill., 1888 (5 spp.)
• Pachyptera DC. ex Maisn., 1840 (5 spp.)
• Perianthomega Bureau ex Baill., 1888 (1 sp.)
• Pleonotoma Miers, 1863 (16 spp.)
• Pyrostegia C. Presl., 1845 (2 spp.)
• Roseodendron Miranda, 1965 (2 spp.)
• Stizophyllum Miers, 1863 (3 spp.)
• Tanaecium Sw., 1788 (22 spp.)
• Tynanthus Miers, 1863 (15 spp.)
• Xylophragma Sprague, 1903 (8 spp.)
Tribù mwaciCatalpeae
Comprende 2 generi e 9 specie:
• mwacymwaccCatalpa mwacgScop., 1777 (8 spp.)
• mwacoChilopsis mwacwD.Don, 1823 (1 sp.)
Tribù mwac8Coleeae
Comprende 5 generi e 75 speciecite-ref-olm-7-7[7]:
• Colea Bojer ex Meisn., 1840 (36 spp.)
• Perichlaena Baill., 1888 (1 sp.)
• Phyllarthron DC., 1839 (20 spp.)
• Phylloctenium Baill., 1887 (2 spp.)
• Rhodocolea Baill., 1887 (16 spp.)
Tribù mwadgCrescentieae
Comprende 3 generi e circa 40 specie:
• mwadwAmphitecna mwad4Miers, 1868 (21 spp.)
• mwaeaCrescentia mwaeiL., 1753 (6 spp.)
• mwaeqParmentiera mwaeyDC., 1838 (10 spp.)
Tribù mwaekJacarandeae
Comprende 1 genere e circa 50 specie:
• mwae0mwae4Jacaranda mwae8Jeuss., 1789 (51 spp.)
Tribù mwafiOroxyleae
Comprende 4 generi e 7 specie:
• mwafyHieris mwafgSteenis, 1928 (1 sp.)
• mwafoMillingtonia mwafwL. f., 1782 (1 sp.)
• mwaf4Nyctocalos mwagaTeijsm. & Binn., 1861 (4 spp.)
• mwagiOroxylum mwagqVent., 1808 (1 sp.)
Tribù mwagcTecomeae
Comprende 40 generi e circa 280 specie:
• Astianthus D.Don, 1823 (1 sp.)
• Catophractes D.Don, 1839 (1 sp.)
• Campsidium Seem., 1862 (1 sp.)
• Campsis Lour, 1790 (2 spp.)
• Cybistax Mart. ex Meisn., 1840 (1 sp.)
• Deplanchea Vieill., 1862 (7 spp.)
• Dinklageodoxa Heine & Sandwith, 1962 (1 sp.)
• Dolichandrone (Fenzl.) Seem., 1862 (11 spp.)
• Ekmanianthe Urb. (2 spp.)
• Fernandoa Welw. ex Seem., 1865 (15 spp.)
• Godmania Hemsl., 1879 (2 spp.)
• Handroanthus Mattos, 1970 (36 spp.)
• Heterophragma DC., 1838 (2 spp.)
• Incarvillea Juss., 1789 (18 spp.)
• Kigelia DC., 1838 (1 sp.)
• Lamiodendron Steenis (1 sp.)
• Markhamia Seem. ex Baill., 1888 (5 spp.)
• Mayodendron Kurz (1 sp.)
• Neosepicaea Diels, 1922 (4 spp.)
• Newbouldia Seem. ex Bureau, 1864 (1 sp.)
• Pajanelia DC., 1838 (1 sp.)
• Pandorea (Endl.) Spach, 1840 (9 spp.)
• Paratecoma Kuhlm., 1931 (1 sp.)
• Pauldopia Steenis, 1969 (1 sp.)
• Podranea Sprague, 1904 (2 spp.)
• Radermachera Zoll. & Moritzi, 1855 (17 spp.)
• Rhigozum Burch., 1822 (7 spp.)
• Romeroa Dugand, 1952 (1 sp.)
• Santisukia Brummitt, 1992 (2 spp.)
• Sparattosperma Mart. ex Meisn., 1840 (2 spp.)
• Spathodea P.Beauv., 1805 (1 sp.)
• Spirotecoma Baill. ex Dalla Torre & Harms, 1904 (4 spp.)
• Stereospermum Cham., 1833 (26 sp.)
• Tabebuia Gomes ex DC., 1838 (74 spp.)
• Tecoma Juss., 1798 (7 spp.)
• Tecomanthe Baill., 1888 (6 spp.)
• Tecomaria (Endl.) Spach (2 spp.)
• Tecomella Seem., 1863 (1 sp.)
• Zeyheria Mart., 1826 (2 spp.)
Tribù mwagwTourrettieae
Comprende 2 generi e 4 specie:
• mwahamwaheEccremocarpus mwahiRuiz & Pav., 1977 (3 spp.)
• mwahqmwahuTourrettia mwahyFoug., 1787 (1 sp.)
Generi incertae sedis mwahk
• mwahwmwah0Argylia mwah4D. Don, 1823 (13 spp.)
• mwaiaDelostoma mwaiiD. Don, 1823 (4 spp.)
Chiave dicotomica per le tribù
Per meglio comprendere ed individuare le tribù di questa famiglia, l'elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distinguere una entità dall'altra).cite-ref-kadereit-5-3[5]
mwajqmwajumwajyGruppo 2A: la placentazione è mwajgparietale; i frutti sono privi di setti intermedi; il portamento è simile a viti ispide; i frutti sono indeiscenti; l'mwajkhabitat tipico è sopra i 3000 mwajom mwajss.l.m. di altitudine nelle mwajwAnde; mwaj0mwaj4mwaj8mwakamwakemwakimwakmmwakqmwakumwakymwakcmwakgmwakkmwakomwaksmwakwmwak0mwak4mwak8mwalamwalemwalimwalmmwalqmwalumwalymwalcmwalggenere mwalkmwaloEccremocarpus (tribù mwalsTourrettieae). mwalwmwal0mwal4Gruppo 2B: la placentazione è mwal8assile; i frutti sono provvisti di setti intermedi; mwamamwamemwamimwammmwamqGruppo 3A: il portamento delle specie è erbaceo, piuttosto simile a viti succulente; le mwamuinfiorescenze sono delle submwamyspighe con i fiori superiori per lo più sterili; l'mwamcovario è 4-loculare; la superficie delle capsule è densamente ricoperta da spini uncinati, e sono provviste di 4 valve non apribili alla base; mwamgmwamkmwamomwamsmwamwmwam0mwam4mwam8mwanamwanemwanimwanmmwanqmwanumwanymwancmwangmwankmwanomwansmwanwmwan0mwan4mwan8mwaoamwaoegenere mwaoimwaomTourrettia (tribù mwaoqTourrettieae). mwaoumwaoymwaocGruppo 3B: il portamento delle specie è formato da viti legnose, alberi, arbusti o erbe erette; le infiorescenze non sono a forma di spighe e tutti i fiori sono fertili; l'ovario è biloculare; la superficie delle mwaogcapsule può essere spinosa, e la deiscenza è basale per due valve; mwaokmwaoomwaosmwaowmwao0Gruppo 4A: il portamento di queste specie è lianoso; le foglie sono composte con all'apice una foglie modificata simile a un viticcio; i rami sono provvisti di un mwao4accrescimento secondario particolare per cui al loro interno si formano dei cilindri mwao8xilematici a più lobi; la deiscenza dei frutti è setticida (parallelamente al setto); la distribuzione di queste specie è prevalentemente relativa al mwapaNuovo Mondo; mwapemwapimwapmmwapqmwapumwapymwapcmwapgmwapkmwapomwapsmwapwmwap0mwap4mwap8mwaqamwaqemwaqimwaqmmwaqqmwaqumwaqymwaqcmwaqgtribù mwaqkBignonieae. mwaqomwaqsmwaqwGruppo 4B: il portamento di queste specie è arboreo, arbustivo o erbaceo e non lianoso con viticci terminali; i rami non sono provvisti internamente di cilindri mwaq0xilematici a più lobi; la deiscenza dei frutti è loculicida ossia perpendicolarmente al setto (ad eccezione di poche specie del mwaq4Vecchio Mondo); la distribuzione di queste specie è cosmopolita; mwaq8mwaramwaremwarimwarmGruppo 5A: la deiscenza dei frutti è setticida (parallelamente al setto); mwarqmwarumwarymwarcmwargGruppo 6A: gli mwarkstaminoidi non sono allungati (sono lunghi come gli mwarostami fertili); mwarsmwarwmwar0mwar4mwar8mwasamwasemwasimwasmmwasqmwasumwasymwascmwasgmwaskmwasomwassmwaswmwas0mwas4tribù mwas8Catalpeae: le foglie, caduche (raramente sono sempreverdi), lungo il mwatacaule hanno una disposizione opposta o verticillata per tre; la distribuzione di queste specie è cosmopolita. mwatetribù mwatiOroxyleae: le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto con forme mwatmpennate (con 1 - 3 paia di foglioline) oppure mwatqimparipennate; la distribuzione di queste specie è relativa all'Asia tropicale. mwatumwatymwatcGruppo 6B: gli staminoidi sono allungati (più lunghi degli stami fertili); mwatgmwatkmwatomwatsmwatwmwat0mwat4mwat8mwauamwauemwauimwaummwauqmwauumwauymwaucmwaugmwaukmwauomwaustribù mwauwJacarandeae. mwau0mwau4mwau8Gruppo 5B: la deiscenza dei frutti è loculicida (perpendicolarmente al setto); mwavamwavemwavimwavmmwavqmwavumwavymwavcmwavgmwavkmwavomwavsmwavwmwav0mwav4mwav8mwawamwawemwawimwawmmwawqmwawutribù mwawyTecomeae:
• mwawkGruppo 1B: il portamento delle specie è arbustivo, arboreo o lianoso;
mwawwmwaw0mwaw4mwaw8mwaxamwaxemwaximwaxmmwaxqmwaxumwaxymwaxcmwaxgmwaxkmwaxomwaxsmwaxwmwax0mwax4mwax8mwayamwayemwayimwaymmwayqmwayumwayymwayctribù mwaygColeeae: le foglie hanno la lamina pennata composta o articolata o raramente semplice; le infiorescenze sono costituite da pochi fiori in strutture tipo mwayktirso sia ascellari che terminali; la distribuzione di queste specie è relativa all'mwayoAfrica e mwaysMadagascar. mwaywtribù mway0Crescentieae: le foglie hanno la lamina mway4palmata composta o semplice; le infiorescenze sono da cauliflore a terminali; la distribuzione di queste specie è relativa all'areale neotropicale.
Generi e specie della flora italiana
Nella flora spontanea italiana di questa famiglia sono presenti solamente due specie:
• mwazmmwazqCatalpa bignonioides mwazuWalt. (tribù mwazyCatalpeae) presente nell'mwazcItalia del Nord. In genere è coltivata per ornamento, altrimenti è considerata subspontanea.cite-ref-11[11]cite-ref-12[12]
• mwa0emwa0iCampsis radicans mwa0m(L.) Seem. (tribù mwa0qtecomeae) presente in mwa0uItalia settentrionale e mwa0yLazio. In genere è coltivata per ornamento, altrimenti è considerata subspontanea.cite-ref-13[13] Nella "mwa0sFlora d'Italia" di Sandro Pignatti questa pianta è indicata come mwa0wTecoma radicans mwa00(L.) Juss.cite-ref-14[14]
Alcune specie
Reperti fossili
Pollini fossili che ricordano da vicino la morfologia del polline delle specie del genere mwblumwblyJacaranda sono stati trovati a mwblcPorto Rico risalenti all'mwblgOligocene (da 23 a 33 milioni di anni fa).cite-ref-kadereit-5-4[5] Mentre del genere mwbl0mwbl4Catalpa sono state trovate impronte fogliari in relitti fossili del mwbl8Cenozoico (l'ultima delle tre ere geologiche del mwbmaFanerozoico) dell'America Settentrionale e semi sempre nel Terziario di mwbmeAix-en-Provence.cite-ref-motta-3-3[3] I fossili più antichi sono dei semi e dei frutti ritrovati nello stato di mwbmyWashington datati a circa 49 milioni di anni fa (mwbmcEocene).cite-ref-apg-1-6[1]
Usi
Per merito dei fiori grandi, vistosi e colorati, molte specie di questa famiglia sono coltivate nei giardini europei a scopo ornamentale (mwbm4Bignonia, mwbm8Campsis, mwbnaCatalpa, mwbneIncarvillea, mwbniJacaranda, mwbnmTecoma, mwbnqAdenocalymma, mwbnuEccremocarpus, mwbnyCrescentia, e altri ancora...). Mentre altre piante di questa famiglia sono importanti per il legno pregiato (legno di palissandro ricavato dalla specie mwbncJacaranda brasiliensis), oppure per il legno chiamato "ebano verde" della specie mwbnkTecoma leucoxylon; anche la specie mwbnsBignonia uliginosa produce un legno che ha il grande pregio di non fendersi oppure la specie mwbn0Spathodea campanulata che produce un legno inattaccabile dalle termiti e da altri insetti xilofagi. Altri usi si ha nella produzione della carta sottile o per le traversine ferroviarie. Anche la medicina utilizza molte proprietà di queste piante.cite-ref-motta-3-4[3]
Note
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Bibliografia
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• citerefconti-et-al-2005(EN) Fabio Conti, Giovanna Abbate, Alessandro Alessandrini e Carlo Blasi, An annotated checklist of the Italian vascular flora, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
• citerefpignatti-1982Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Bignoniaceae, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Bignoniaceae, su Catalogue of Life.
• citereffossilworks-org(EN) Bignoniaceae, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Bignoniaceae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
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• mwbys(EN) Bignoniaceae, su ipni.org, IPNI Database.